Tutta la vita davanti
Ferilli e Ghini a capo del call center dei precari
Sono passati 14 anni da La bella vita, ma Paolo Virzì ha riunito nuovamente Sabrina Ferilli e Massimo Ghini. In Tutta la vita davanti commedia sul dramma del precariato, sono due personaggi eccessivi, sopra le righe, dediti, corpo e anima, alla ditta che vende un improbabile elettrodomestico: la Multiplex. Lui è un capo coatto e carismatico che motiva con training crudeli i suoi dipendenti, lei è la sorridente e entusiasta capotelefonista che controlla le ragazze che lavorano nei call center. Sotto di loro una schiera di precari con storie più o meno tragiche alle spalle.
Marta (Isabella Ragonese), la protagonista 25enne, laureata cum laude in filosofia, si trova catapultata nel call center. Davanti al suo sguardo incuriosito e divertito c'è un mondo folle e tragico, con coetanee che si nutrono di Grande Fratello, dove tutti, dal supercapo Claudio (Massimo Ghini), ai venditori (fra cui un impareggiabile Elio Germano), alle telefoniste, rispondono a parole d'ordine come: ottimismo, produttività, entusiasmo, successo. Ed è difficile per il sindacalista Valerio Mastandrea riuscire a parlare di diritti e sfondare quel muro di finto entusiasmo.
"Oggi ci sono nuove forme di sfruttamento, ingiustizie, molto diverse da prima, più beffarde, c'è il disagio della solitudine, dell'isolamento. Io però ho voluto rileggerle in maniera divertente, non lagnosa". Tutta la vita davanti è infatti soprattutto una commedia, con accenti anche surreali, esilaranti, eccessivi. Una commedia corale con ottimi interpreti, la cui protagonista osserva ma non giudica. In fondo il suo viaggio in quell'universo sconosciuto è anche un viaggio di formazione, di conoscenza. Dal quale uscirà più consapevole.

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